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mercoledì 3 giugno 2015

ForumPA e Dante alla tavola del futuro


#DailyHaiku

Spuntano larve
In terreni incolti
Grano futuro

Lo stand del CNR (con spirulina) al ForumPA 2015
Lo stand del CNR (con spirulina) al ForumPA 2015
Piccola riflessione marginale

L'onda lunga dell'Expo è arrivata anche al ForumPA 2015, che a dirla tutta ogni anno presenta meno espositore in un processo che sembra seguire esattamente l'andamento del pil italiano (speriamo nel futuro).

Tra gli stand meno appariscenti e ancor meno frequentati c'era anche quello del Cnr, in cui facevano dimessa mostra di sé due piattini con della pasta cruda color verde petrolio scuro, per la precisione tortiglioni e tagliatelle e una concolina di quello che sembrava polvere, più che farina.


Il colore sì scuro ed elegante è dovuto alla farina di alga Arthrospira platensis, in gergo umanamente comprensibile è chiamata Spirulina che si aggiunge in misura non trascurabile (dal 5 al 10%, altrimenti poi la pasta non regge la cottura. O almeno così mi è sembrato di capire) alla semola della preparazione tradizionale.
Si tratta di sperimentazioni, alcune già in commercio, ricette per un'alimentazione più sana e sostenibile. Almeno nelle intenzioni.

Ma quando un prodotto va profondamente a cambiare le tradizioni alimentari, quando il prezzo rasenta e supera un bene di lusso, i benefici sono difficili da far comprendere anche da quanti abbiano una cultura e una sensibilità sopra la media (e così mi tiro fuori), si può veramente parlare di "sostenibilità"?

Ho una paura di fondo, un basso continuo che mi risuona dalla distopia di "Soylent Green" (che in Italia fu reintitolato "2022: i sopravvissuti"): che i prodotti innovativi, che siano larve, alghe, ragni o sintetici (ma forse è valido per qualsiasi categoria, ma per l'alimentare funziona proprio bene) abbiano due grandi target, la popolazione di fascia alta e chi a stento riesce a sfamarsi.
In entrambe i casi, un bel redditizio business che si basa sul livello (massimo o trascurabile) di consapevolezza e sul livello (raffinato o rozzo) di conoscenza del prodotti, dei materiali e dei processi con cui si ottengano.

O ancora meglio, sul grado di conoscenza e consapevolezza che si ha la percezione di avere, un po' come succede con il grande polverone sui vizi (apparentemente enormi) e virtù (esistono, davvero esistono e non solo per le casse aziendali?) sull'utilizzo in prodotti alimentari dell'olio di palma, che fonde insieme notizie vere, parzialmente vere, erronee interpretazioni di ricerche scientifiche, falsi miti e sensazioni (artatamente?) distorte, uso sensazionalistico di social network e guerre commerciali striscianti.

Ma che siano cibi per pochi eletti o moltitudini dannate, sembrano risuonare più che profetiche, amare le parole

"Tu proverai sì come sa di sale / lo pane altrui e come è duro calle / lo scendere e l salir per l'altrui scale"

che in fin dei conti, in ambito alimentare doveva lamentarsi solo del sorplus di sale rispetto al suo pane sciocco. E visto il carattere bizzoso del nostro, bene bene non gli faceva.
buzzoole code

martedì 30 dicembre 2014

Buon 2015, prima che sia troppo tardi!

Roma - Ora nevica! Snowing!
Senza neve, che feste sono?
Anche quest'anno ho ritardato gli auguri di Natale e sto per fallire quelli del buon anno. E anno dopo anno la scusa di "Per me i regali arrivano sempre con la Befana" diventa meno originale e credibile, lasciando il passo a una vena di pigriza commista a una carenza di tempo e risorse mentali sottratta dai due pargoli (e il secondo con i suoi tranquillotti settemesiemezzo è quasi l'ultimo dei problemi). Sebbene sia tempo di bilanci, resoconti, valutazioni, speranze e propositi, quest'anno ho pochissima voglia di farli, benché nella condivisione di idee ed emozioni creda fermamente e si rafforza ogni giorno che passa.
Così ho pensato che i miei auguri non possano che passare nel segnalarvi qualche link che mi ha arricchito, in maniera professionale, spirituale ed intellettuale.

Susanna Tartaro è una delle migliori professioniste della radio, curatrice di quel gioiello che si rinnova con gli anni che è Fahreneit: ma quest'anno ho scoperto una sua passione che ho sempre conosciuto, ma mai me ne ero interessato: gli Haiku. Ogni giorno ne scova uno e lo cala nel nostro mondo, nelle nostre cronache. Saranno gli anni, saranno i gusti che mutano, ma questa forma semplice e rigorosa la trovo un'esplosione di intelligenza al contempo emozionale e razionale. Antidoto contro la banalità della sintesi quotidiana che talvolta sconfina in un tweet.

Per ragioni lavorative per una buona parte dell'anno mi sono dovuto occupare di Personal Branding. Per onestà  intellettuale dico subito che non la trovo una panacea, né condivido l'entusiastica retorica che la circonda. Ma lo studio e la ricerca effettuate in merito mi hanno permesso di conoscere e seguire una serie di professionisti e di analisti del web marketing davvero interessanti e stimolanti. Ne cito a memoria qualcuno: Franz Russo, Claudio Gagliardini, Salvatore Russo, Dario Vignali, il vulcanico e ironico Rudy Bandiera. Ma su tutti voglio ricordae e segnalare Riccardo Scandellari. Mi ha guidato con il suo libro e fatto riflettere con i suoi post. Sempre misurati, sempre interessanti, mai sopra le righe, in prosa asciutta e decisa a colpire nel segno. E a rileggerli tutti scopri che offre non le chiavi di un modo per farsi pubblicità, ma ricrea il grande puzzle di Internet e del Web. E non conto le volte che sono sceso alla stazione di Lepanto al posto di Flaminio immerso nella lettura dei suoi post.

Una D-R-O-G-A! On e off line. Non mi fa pena chi ancora non lo conosce o non lo abbia mai letto. Anzi lo invidio, perché potrà gustarsi e divorare innumerevoli puntate che chi come me lo conosce e segue da anni ha dovuto attendere, aspettare, smadonnarlo perché non pubblicava come promesso ogni lunedì su due. Lucido, benevolmente cattivo, il suo armadillo ormai è entrato nell'olimpo degli archetipi junghiani (insieme alla mitologica figura del Tizio Cozza). Risate scroscianti e riflessioni scritte con uno stile ancora poco abituale in Italia, qual è il fumetto. E non storcete la bocca. Il suo splendido e intenso "Dimentica il mio nome" è stato eletto Libro dell'anno da Radio Rai Tre, che non ha esattamente un pubblico di giovinotti e imbrattamuri.

Come blog è ancora un po' immaturo, ma non importa. Perché alle miniere non si richiede un brillante da 80 sfaccettature, ma gemma grezza con cui partire per infinite strade. Ogni giorno una foto, inedita o quasi, che va a ricostruire un nostro passato prossimo, in particolare quello degli anni '50-'70 del secolo scorso. Trovi Louis Armstong che tira una palla di neve felice come un bambino, Renato Carosone talmente elegante che ti pare Ravel, Sartre seduto su un divano che si fa portare da due facchini dentro la Feltrinelli di Milano, Fellini che legge il giornale mentre gli spuntano la scarsa chioma o Marcello Mastroianni che si fa spruzzare il dopobarba appena sbarbato, Mina che si trucca prima di scatenarsi a Castrocaro o Brigitte Bardot che punta una freccia come Cupido. E poi c'è lui, Marco Garzia, che se passate a Roma a via Barsanti, in fondo a destra, vi accoglierà in un luogo sospeso nel tempo, pronto con affabilità, fabulazione e grazia a raccontarvi, aneddoti, storie e tecniche di un fotografo di lungo corso. Una perla imperdibile

Questo link ve lo giro perché come dissi anni fa a una mia collega, "I progetti so' pezzi e' core!" Anche quelli brutti. A maggior ragione quelli interessanti o innovativi. Grazie a ItaliaLavoro ho potuto seguire la sperimentazione di un'app (il cui nome è SkillyApp) dedicata alla formazione e all'orientamento lavorativo, principalmente rivolta alla fascia di età 16-18 anni. Come tutto ciò che è sperimentale in Italia è una piccola cosa, low low cost. Ma ha avuto un'ottimo impatto su chi l'ha vista, giocata, letta. Per questo non posso che ringraziare oltre i colleghi del progetto Increase, anche Oliver Astrologo, Alessandro Montalbano e tutto lo staff di Studio Hangloose (http://www.studiohangloose.it).
E visto che "Il lavoro è un gioco serio", concedetevi una pausa e giocateci un po'. E non avete scuse perché è disponibile per iOs, Android e Windows Phone.

Un ultimo rigo lo voglio dedicare a mia moglie Giovanna e i miei figli Livia&Ale (ai quali ho dedicato queste pagine del mio trascuratissimo blog: "Le quattro fasi di un bebé", che malgrado gli alti e bassi di quest'anno, che talvolta hanno fatto invidia alle nuove montagne russe di Magic Rainbow, mi hanno sempre ricordato come il miglior balsamo è un loro sorriso e una sonora risata.

Dimenticavo. Buon 2015.