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martedì 14 luglio 2015

Se #AncheiMaschi ragionassero


La cover del nuovo ebook di SGI-Wister
Anche i maschi nel loro piccolo...

La matematica e la fisica sono maschi. L'italiano e il diritto sono femmine.
Una delle tante distorsioni di genere nel sistema scolastico italiano. Non si tratta certo di un problema solo italiano, ma in Italia siamo e un gap e un pregiudizio verso il femminile c'è.
A mio modestissimo parere anche un certo femminismo duro e puro (che era minoritario, ma sempre stato barricadero e molto visibile) ha reso nel passato un cattivo servizio alla causa delle donne, lasciando retaggi di diffidenza più che ponti di accesso. Ma per fortuna oggi è acqua passata.
Anzi proprio l'occasione di un nuovo ebook della SGI-WISTER "Anche i Maschi nel loro piccolo..." che fa ben sperare.

La rete Wister (Women for Intelligent and Smart TERritories) è un gruppo di intelligenti, appassionate e molto, molto, molto competenti nelle tematiche che bazzicano (per passione o lavoro) dal cyberstalking al networking, dalle politiche di genere alla privacy, passando per la gestione di social network alla costituzione di CoderDojo.

Proprio da loro è partito un progetto che ha visto un libro su una tematica sempre (o quasi) letta al femminile in un'ottica diversa: ha chiamato un gruppo di uomini (ricercatori, politici, funzionari pubblici e esperti del settore) a raccontare dal loro punto di vista cosa sono le politiche di genere. Se hanno o non hanno funzionato, se ci sono delle proposte altre. Per vedere se qualcosa è sfuggito perché il benessere di una società non può essere fatto con sguardo orbo.

Mi piace moltissimo e lo riporto un passaggio della presentazione del libro presente sul sito SGI- Stati generali dell'innovazione: "le tematiche di genere NON SONO e non devono essere, come spesso accade purtroppo, appannaggio solo di riflessioni e sensibilità al femminile poiché è nella diversità, intesa come valore e non come discriminante che si possono cogliere e approfondire riflessioni a tutto tondo con sfumature e sensibilità differenti e positive e necessaria per l’abbattimento dei tanti stereotipici e barriere che ancora oggi nel 2015 caratterizzano la nostra società"

Ecco io ho letto questo: c'è stato un lungo periodo (che persiste, ma pian piano è scalfito alle fondamenta) che gli stereotipi incrociati di donnastronzachesatuttolei e maschiocretinochenoncapisceuncazzo superavano tutto. Servivano a entrambe gli schieramenti per rafforzarsi e rassicurarsi, per questo che chi cercava di avvicinarsi a reciproci lidi veniva bombardato come avesse effettuato uno sbarco in Normandia (e si parla anche di questo tipo di metafore).
Adesso però è giunto il momento di smetterla.
Per tanti motivi.
Perché stronzaggine e cretineria non hanno genere, perché chi lava a casa è un genitore (e non solo la mamma), perché anche all'economia per riprendersi conviene che anche le donne lavorino e guadagnino bene, altrimenti la stagnazione (e se non peggio) è certa.

Di questo e di tanto altro parla con altri termini e in maniera molto precisa nell'ebook "Anche i Maschi nel loro piccolo..." che è gratuito ma per ottenerlo (piccolo sacrificio) bisogna condividere la sua esistenza sulla propria bacheca twitter o facebook. E magari convincere altri a scaricarlo.
Smetto qui, devo andare a cucinare per i miei piccoli flagelli e andarmi a vedere il tappone pirenaico del Tour. Maschile. Anche perché il Giro d'Italia femminile lo danno in sintesi di 3 minuti su TG sport su Rai Sport. Una grande vetrina.

buzzoole code

martedì 21 febbraio 2012

La guerra degli stupidi

Riscopriamo per l'ennesima volta l'acqua calda. E sorprendiamoci. Nelle ultime ore sta facendo scandalo un servizio sulle pubblicità maschiliste del XX secolo (come se le attuali fossero chissà quanto evolute: vd D - La Repubblica - Il sessismo nelle vecchie pubblicità).


Erano (e sono) pubblicità miratissime,  pubblicate soprattutto (ossia non esclusivamente) su giornali diretti a pubblico femminile: era un modo sottile (?) per far passare un determinato stile di vita, frutto non solo, ma anche della fine delle due guerre mondiali e da anni di indottrinamento razzista e sessista.
Ristabilita la pace, la donna (che aveva avuto un ruolo importante nella produzione e nel progresso dei paesi, vincitori e non) doveva essere di nuovo relegata alla casa e non doveva assolutamente mettersi in competizione con l'uomo.

Mi è ritornato in  mente un vecchio lavoro, una recensione brevissima su un testo che al momento in cui mi fu consegnato mi scatenò diverse emozioni che, a ben analizzarle, sono frutto di educazione (giusta e sbagliata), indottrinamento (corretto e scorretto) e riflessione (buona e cattiva).
Mi sembrava dapprima uno scherzo, poi trasalii, mi veniva da (sor)ridere e inorridivo di me stesso. Poi mentre lo leggevo restavo affascinato da come tanta ignoranza avesse potuto far presa su tante persone per tanto tempo.

Il libro era stato ripubblicato da Castelvecchi, l'autore era Paul Julius Moebius, il titolo "L'inferiorità mentale della donna", anno di pubblicazione 1900 (lo stesso dell'Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud). Non si trattava di un santone predicatore, ma di uno stimatissimo psichiatra, direttore del Policlinico Neurologico Albert Verain di Lipsia. Forse quel lavoro lo aveva usurato (morirà nel 1907 a 54 anni), forse non era sufficientemente attrezzato contro il disagio mentale ed era diventato pazzo e ossessionato anche lui, ma quel che è peggio ha contagiato con queste idee il mondo evoluto e reso folli e irrecuperabili tanti nostri padri e molti fra noi.

Riporto integralmente le mie dieci righe. Non mi pare che modificherei nulla sul giudizio a 14 anni di distanza.


Il darwinismo ha riportato l'uomo alla sua vera natura (scimmia antropomorfa dal pollice opposto e statura eretta), ma non tutti vi si arresero. Doveva esistere qualcuno meno uomo dell'altro: una razza (ebrea, negra, aborigena australiana) o un sesso.
Magari le donne, come fu dimostrato "scientificamente" dallo psichiatra tedesco Paul Julius Moebius (da non confondere con l'inventore del nodo/nastro infinito) ne "L'inferiorità mentale della donna", scritto nel 1900: "Un cranio piccolo racchiude evidentemente un cervello piccino".
Patetiche parole per un documento storico di notevole, aberrante, importanza.