venerdì 3 ottobre 2014

Le quattro fasi di un bebè - Introduzione

Ricominciamo. Dall'ultimo post è passata un'era social media. Di eventi, novità, fatiche e inezie, caterve. Facciamo piazza pulita di stagioni, elezioni politiche, scoperte tecnologiche e conquiste del web, guerre, rivoluzioni e fissiamo una data.
Questa è la sintesi di cinque mesi e di 4 fasi di Ale.



04 - Alessandro, prima vista! - Alex, first sight! - [EXPLORE] - 07-05-2014
Il primissimo ritratto di Alessandro, il figlio 2.0
2 maggio 2014, ore 00.39

Neanche il tempo di far addormentare Livietta e finire un pezzo di pizza fredda che arriva una chiamata. "Non ci crederai, ma è già nato".
Come già nato? Ho lasciato mia moglie con la sorella all'ospedale neanche un'ora prima, chiacchieravamo tranquilli sul pianerottolo a rischio di reprimende, come liceali in gita all'estero. Poi visto il crollo della piccola, ritorno a casa. Ho ancora stampate nella mente la sentenza dell'ostetrica di turno "Prima di domani mattina non inizia il travaglio". Appunto. In meno di quaranta minuti acque-travaglio-parto (sempre che non sbagli l'ordine dei fattori). Mi precipito con calma e arrivo.
Inizia la vita con Alessandro.


Sommario

Fase 1 - Da 0 a 1 mese (giorno più, giorno meno): E.T.
Fase 2 - da 1 a 2 mesi: Maestro Yoda
Fase 3 - da 2 a 4 mesi: Piccolo Buddha
Fase 4 - da 4 a oggi: Ercolino

domenica 22 dicembre 2013

Buon Natale e Felice 2014



Quest'anno voglio farvi un regalo in linea con le parole d'ordine di quest'anno: spending review e sobrietà.


Un regalo antico ma sempre attuale, un classico di quelli poco noti perchè fanno riflettere più che divertire.
Il regalo quindi è un minuto di lettura e tre secondi di riflessione, che in tempi sempre più rapidi e concitati come i nostri sono un bel patrimonio da capitalizzare
Per farne cosa, non saprei.
Spero solo che possa aiutarvi a vivere più serenamente il 2014.
Auguri di buone feste.

La golaccia*
Quann’io vedo la ggente de sto Monno, 
che ppiú ammucchia tesori e ppiú ss’ingrassa, 
più ha ffame de ricchezze, e vvò una cassa 
compaggna ar mare, che nun abbi fonno,
dico: oh mmandra de scechi, ammassa, ammassa,
sturba li ggiorni tui, pèrdesce er zonno, 
trafica, impiccia: eppoi? Viè ssiggnor Nonno
cor farcione e tte stronca la matassa.
La morte sta anniscosta in ne l’orloggi;
e ggnisuno pò ddí: ddomani ancora
sentirò bbatte er mezzoggiorno d’oggi.
Cosa fa er pellegrino poverello
ne l’intraprenne un viaggio de quarc’ora? 
Porta un pezzo de pane, e abbasta quello.
Giuseppe Giocchino Belli - 27 ottobre 1834

*Per chi avesse difficoltà nel comprendere il sonetto, sarò felicissimo di spiegarglielo a voce o mail. Sarà l'occasione per scambiarci nuovamente gli auguri.

venerdì 15 novembre 2013

Giorno due

Ante scriptum
Un anno, sembra una vita. Abbiamo imparato a conoscere la sordità, le diffidenze, le diffidenze di chi le vive in modo diversi, gli astii e le incomprensioni reciproche, le chiusure (per cultura, ignoranza, superbia o disconoscimento). Abbiamo imparato a conoscere i sordi, iniziato a studiare 
 la Lis, le caratteristiche delle protesi, le proprietà dell'impianto cocleare, i principii della fisica delle onde sonore e quelle elettromagnetiche. Abbiamo conosciuto la gentilezza del Bambin Gesù, le lentezze impersonali dell'Inps, la superficialità di certe commissioni mediche, la solerzia dei singoli e le complessità della burocrazia. Abbiamo passato un'operazione, combattuto con fischi delle protesi, rifiuti categorici per il magnete, pianti di incomprensione e il dramma dell'attivazione. Abbiamo patito, spazientito e sopportato calchi in silicone, settaggi di curve, mappature, crisi di panico spacciate per capricci, sguardi scocciati, disarmati e interdetti di audiometristi, critiche pesanti di su come educhiamo e sulle nostre scelte da chi pensa di conoscere tutto in tutti i campi, disappunto malcelato di sordi segnanti per l'impianto cocleare. Abbiamo conosciuto la sorpresa dei conoscenti, il supporto degli amici, la vicinanza virtuale di chi vive un'analoga situazione, l'affetto moltiplicato di alcuni familiari e la lontananza sofferta e forzata di alcuni e silente e imbarazzata di altri. Abbiamo incassato sguardi di compatimento e costruito nuovi legami, conosciuto le tante forme di affetto di chi cerca le vie migliori per nostra figlia, l'impegno delle tate, delle maestre e della logopedista, la passione e il trasporto, che letto a freddo, ha valore incommensurabile.
Abbiamo faticato per ogni lento progresso, rallegrati per una richiesta vocale, gioito per una testolina girata al richiamo di "Livia".
Abbiamo scoperto che siamo solo all'inizio, di essere stanchi, non esausti. E con le spalle più larghe.
Abbiamo iniziato, oggi, un altro anno.

***
Qualche lacrima di compassione, mi vergogno. Alcune erano più nobilitate dal manto dell'emozione dei piccoli gesti che ti fanno capire che l'anormalità sia un problema degli altri, non suo. Come quando risvegliatasi in tarda serata per uno scombinamento degli orari, ha ritenuo che fosse opportuno preparare la colazione, così piattino dopo piattina, bricco dopo tazzina, zuccheriera dopo spargicacao, tutti gli elementi della colazione della festa erano stati tirati fuori. Quando poi il sonno ha prevalso sulla veglia, non ho avuto il coraggio di riporre quella festosa voglia di routine.
(Avellino, 15 novembre 2012)
Livietta - I'm waiting you