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martedì 15 ottobre 2013

Memoria bruciata

Sia ben chiaro, sono colpevole anche io.
Lago di Tovel - Il più classico degli scorci alpini - the Classic alpine view
Lago di Tovel e Massccio del Brenta
A meno di un anno dall'anniversario dell'inutile strage (copyright Benedetto XV) non trovo nessuno intorno a me che si ricordi le vicende della Grande Guerra. Neanche chi per passione vacanziera e piacevolezza mondana abbia passato le vacanze estive in TrentinoAltoAdige senza neanche un trattino distintivo.
Al massimo capita di sentire qualcuno che ha "scoperto" un sentiero di trincee, un forte, un camminamento, non si sa bene di quale battaglia o fronte. Scoperto... Come se fossero passati mille e passa anni. Eppure a scuola insegnavano che la guerra fu fatta sulle frontiere, che per la prima volta furono coinvolte le popolazioni civili, che i soldati (importa poco di quale parte) combatterono letteralmente sulle montagne. Niente. Rimozione totale, schizofrenia allo stato puro... Allora ecco che si formano scenette terribili e involonariamente comiche, dialoghi al limite tra assurdo e ignoranza.
Ecco un ipotetico (?) di dialogo: "Sei stato sul parco dell'Adamello Brenta, ma allora hai visto le trincee?" Possono seguire più risposte, talvolta sono collegate in unica risposta
"Mmh... Non ci ho fatto caso"
"Ma noo, mica potevano combattere lì"
"A me la storia annoia"
"Ah sì? È che guerra?"
"Ma chi glielo ha fatto fare!"
Non sia mai chiedere poi degli anni, l'arco temporale della guerra (e non che della seconda se ne mantenga un ricordo migliore con i pasticci e volute confusioni italico-badogliane).
Posto che per tutti termini nel 1918, l'inizio lascia basiti ("1914? Ma no ti sbagli è 15-18!"). Potrei andare avanti, ma non mi va.

Anzi, un'ultima cosa la voglio dire: Paolo Rumiz, L’albero tra le trincee. Costa solo € 7,90, lo trovate anche in edicola e se volete non serve neanche leggerlo, tanto il Dvd parla da solo. 

venerdì 2 agosto 2013

Il futuro dei contribuenti italiani



Una riforma sulle evasioni non è possibile, o forse sì. Visto che  noi cittadini onesti che ci ammazziamo per pagare quanto dovuto siamo (a quanto pare) in minoranza, il Parlamento (o il Governo con un Decreto Legge) faccia una norma che ci definisca fuorilegge a metteteci in carcere. Così i Berlusconi, i berlusconidi, i brunettidi, i suvvisti nulla tenenti, i ferraristi senza reddito possano vievere  fuori la loro porca vita derubandosi gli uni con con gli altri. Ad Maiora.

martedì 9 aprile 2013

Roma - Rome - Piccoli dettagli di inciviltà

Lo confesso è stato casuale, volevo riprendere solo la sproporzionata e barocca proboscide, poi mi sono accorto di quel piccolo sfregio di un barattoletto di chissà cosa tra le orecchie.

Incredibile e irritante come anche nelle piazze più belle e frequentate, con forze dell'ordine spesso in pattuglia si possano effettuare sfregi, si deturpino opere (fontana della dea roma a Piazza del Popolo) e si lascino rubare addirittura teste di statue parlanti a due passi dal Senato della Repubblica (Abate Luigi a Sant'Andrea della Valle).

È il sintomo di una nazione che ormai non crede alle proprie istituzione e forse neanche più a sè stessa, navica a piccolo cabotaggio in una anarchia costituzionalizzata in cui non si capisce più neanche chi la stia governando.