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giovedì 2 luglio 2015

#safeFoP - Tutti i cavalier Trevi del mondo


Non fotografo un palazzo, registro un'emozione.

Roma - Rome - Tre sorelle - Three sisters - [EXPLORE] - 03-12-2013


Questa è la prima reazione che mi è scattata leggendo la folle e arzigogolata proposta di legge per la riforma del copyright nel Parlamento Europeo vorrebbe, invece che estendere il "diritto di panorama" a tutti i paesi membri, restringerlo.


E già mi immagino un Cav. Trevi della fontana omonima andare in giro per la piazza, per tutte le piazze d'Europa a chiedere 1 euro per ogni foto scattata.





Un petizione su Change.org esorta a cambiare direzione, a cestinare quest'obbrobrio prima che illogico, antidemocratico.
Salviamo la libertà di fotografare! #saveFoP


venerdì 2 agosto 2013

Il futuro dei contribuenti italiani



Una riforma sulle evasioni non è possibile, o forse sì. Visto che  noi cittadini onesti che ci ammazziamo per pagare quanto dovuto siamo (a quanto pare) in minoranza, il Parlamento (o il Governo con un Decreto Legge) faccia una norma che ci definisca fuorilegge a metteteci in carcere. Così i Berlusconi, i berlusconidi, i brunettidi, i suvvisti nulla tenenti, i ferraristi senza reddito possano vievere  fuori la loro porca vita derubandosi gli uni con con gli altri. Ad Maiora.

lunedì 29 aprile 2013

I tanti padri di un gesto non folle


Gli spari a palazzo Chigi e gli obiettivi dichiarati non li considero un gesto isolati, non ci riesco proprio . Innanzitutto, dal 1897 in poi non è più possibile nascondersi.
Il suicidio non è un atto di un folle, ma un fatto sociale.

E già con questo si può tarare il livello morale e culturale della Classe Dirigente attuale, a partire dal nuovo (?) ministro degli Interni, Angelino Alfano.
Non voglio, né posso parlare con competenza dei meccanismi dei suicidi o dei tentati tali, mi limito a due osservazioni.

La prima: "gli incidenti della vita privata che sembrano gli immediati ispiratori del suicidio e che ne vengono ritenuti le condizioni determinanti, in realtà sono solo cause occasionali. Se l’individuo cede al minimo urto delle circostanze significa che lo stato della società lo ha reso facile preda del suicidio." (Il Suicidio - 1897)



Parole non mie, ma di questo sosia di Oscar Giannino che si chiama Émile Durkheim. Questo tanto per inquadrare di cosa stiamo parlando.

La seconda osservazione. Questo atto odioso (perché riversato su chi di colpe non ne ha alcuna e forse è molto più vicina al colpevole) e disperato non è un caso isolato, un fatto orfano. Tutt'altro. A molti titolari, facilmente riconoscibili, che non possono che riconoscerne la paternità.

  • Ne è padre Berlusconi con la sua accolita di centrodestri e legaiola, con la sua inconcludenza e incapacità di agire sull'economia e la società malgrado la più ampia maggioranza mai avuta in parlamento, il suo mettere i propri interessi davanti al Paese, intrigando con ferocia come e peggio di un politico della prima Repubblica.
  • Ne sono padri Bersani-D'Alema e sinistri-centrosinistri-cosasiamononsappiamistri, con le loro frammentazioni, distinguo, faide interne, veti incrociati, incapacità di capire il paese e persino di concentrarsi sul proprio ombelico, con il miserevole comportamento nell'elezione del capo dello stato e nel mettere su un qualche governo capace di dire voltiamo pagina.
  • Ne è padre Beppe Grillo e molta rabbia pentastelluta, perché non si può dire che la violenza verbale non può essere confusa con le vie di fatto. Se si incita alla rivoluzione, essa è tale solo con bagni di sangue e lacerazione sociale. Non è un pranzo di gala (copyright Becchi-Mao-SergioLeone)
  • Ne sono padri i Sindacati, sempre più distanti dal mondo del lavoro reale, talvolta arroccati attorno a figure ormai mitiche ed inesistenti (l'operaio in fabbrica, estrema minoranza in rapida via di estinzione), talaltra succursali o appendici di partiti, partitini, formazioni politiche di vario genere e grado, pronte a fornire all'occorrenza esponenti politici di mediocre grandezza (al volo, Polverini, Pezzotta, Marini, D'Antoni, Cofferati)
  • Ne sono padri i politichetti che giocano alle belle parole, capaci solo di farsi notare per offese (Santanchè, Gasparri, Salvini) o per le scelte a loro insaputa (da Scaloja ad Alemanno).
  • Ne sono padri i grandi imprenditori italiani, talmente abili e capaci da delocalizzare il lavoro, far la rincorsa al massimo risparmio di materiali e uomini, per poi lamentarsi di non avere soldi per investire in alcun che e restano solo a parlarsi che il paese deve muoversi, deve essere rimesso in moto, dopo aver sostituito le ruote con 4 mattoni e il motore trasformato in un nido da cova con uova di serpente.


La tristezza corre sul collo di quel filo di sangue del carabiniere steso per strada che paga le colpe di tutti costoro che ora si fanno anime belle con parole di circostanza, ma a cui francamente non gliene frega niente. E vanno dritti per la loro strada.
Solo adesso, magari per qualche giorno, con un brivido in più.

martedì 29 settembre 2009

A volte ritornano: incubi e ingiustizie

Non sono forcaiolo, spesso mi dicono che sia fin troppo moderato, Il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitanoperché da prima dei tempi del famoso scontro in segreteria dell'allora Pds tra Baffino D'Alema e Speramo Veltroni appoggiavo e credevo (e permettetemi nello sguaiato ottimismo di crederlo ancora) nella visione nuova di una realtà socialdemocratica proposta da quest'ultimo.
Non amo troppo l'intervento dello stato sul mercato, fatte salve e pubbliche una serie di servizi fondamentali (dalla scuola all'acqua, passando per l'ordine pubblico all'energia elettrica).
Eppure ancora una volta ecco che dalle mie nari mi fuoriesce uno sbuffo da toro inferocito. L'ennesima angheria e turlopinatura per chi fa di tutto per cercare di vedere della normalità in questo sciocco paese.
Materia del contendere, il neo Scudo Fiscale, ossia il nuovo cavillo o cavallo di troia per imbellettare un colpo di spugna verso arricchimenti illeciti di chi già molto aveva guadagnato.
Non ho competenza tecnica (anche io ho i miei limiti) per spiegare in dettaglio, così riporto uno stralcio tratto dal Fatto Quotidiano a firma del Procuratore Aggiunto di Torino Bruno Tinti (non uno qualsiasi, ma una persona retta che ha sempre lottato contro i malaffari italiani, senza guardare a quale parrocchia, partito, famiglia appartenessero: qui potete andare all'intero articolo).

"Questo emendamento una legge già odiosa diventerà uno strumento di illegalità. I beneficiati dallo scudo non potranno essere perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio, il mezzo con cui sono stati prodotti i capitali che lo Stato “liceizza”; e intermediarie professionisti che ne cureranno il rientro non saranno tenuti a rispettare l'obbligo di segnalazione per l'antiriciclaggio; insomma omertà, complicità, favoreggiamento."

Come partita iva che lavora principalmente su progetti finanziati non posso permettermi di dimenticare alcun che nella dichiarazione dei redditi, anzi molte voci, pur essendo inerenti alla mia professione, non mi vengono neanche riconosciute.
Si arriva a filosofeggiare se un libro sulle tradizioni contadine, acquistato per sviluppare contenuti su antiche arti e mestieri del Sannio, sia coerente o meno con il mio lavoro.
Non ho grandi guadagni e di detrazioni o vantaggi fiscali a me non arrivano, però se dovessi azzardarmi ad utilizzare un software non licenziato che neanche una multinazionale acquista in quanto è troppo caro, potrei trovarmi la finanza alla porta che sequestra pc e entroiti futuri.
Allora perché dovremmo pagare noi le tasse a quanti hano fatto con il loro agire cosciente, programmato e scientifico, che quelle quote, le loro loro quote di tasse e tributi in questi anni siano ricadute su persone oneste (o tendenti tali) come me?
No caro Presidente Giorgio Napolitano, se Ella è veramente presidente di tutti, non può avallare una simile indecenza politica e (se proprio la politica di qualunque colore debba restare fuori) amministrativa, chieda di perseguire quei depositi, non di ringraziarli per aver evaso (o anche solo eluso) il quantum debeatur!
Altrimenti ognuno di noi sarà incoraggiato a non rimettere ai propri debitori e, a dio piacendo, attendere un condono tombale per questa nazione.

PS: sul sito de Il Fatto Quotidiano è possibile sottoscrivere un appello in tal senso alla Presidenza della Repubblica. Da qui potete accedervi comodamente.